Andamento del nuovo coronavirus in Toscana: i report dell'ARS


22/5/2020
I report, aggiornati ogni settimana, descrivono l'andamento dell'epidemia da nuovo coronavirus in Toscana.


 Rapporti Covid-19






Diffusione dell’epidemia da virus SARS-CoV-2: i punti chiave del report 22 maggio 2020

CASI.
 L’andamento dell’epidemia non è uniforme nel territorio: Massa e Carrara e Lucca hanno mostrato finora un trend di crescita più rapido rispetto alle altre, seguite da Firenze, mentre le province meno colpite sono quelle di Livorno e Siena. L’andamento per provincia riflette anche quello per ASL, che vede nella Nord-Ovest l’area più colpita, seguita dalla Centro e poi dalla Sud-Est (301, 285 e 184 casi per 100mila circa, contro 268 di media).

DECESSI.
L’attuale tasso di mortalità grezzo per Covid-19 in Toscana è pari a 26,9 per 100mila abitanti: valore decisamente inferiore a quello osservato in Lombardia (156,3 per 100mila), Emilia-Romagna (90,3 per 100mila) e in molte altre regioni italiane. La letalità (numero dei deceduti rispetto a quello dei casi) nella nostra regione è pari al 10% e si mantiene al di sotto della media nazionale (14,2%). La ASL Nord-Ovest presenta la letalità più alta, seguita molto da vicino dalla Centro e infine dalla Sud-Est: in quest’ultima la velocità di crescita sembra decisamente più lenta rispetto alle altre due Asl.

TAMPONI. Nel corso dell’epidemia sono cambiati i criteri di esecuzione dei tamponi ai soggetti sintomatici e non, e ai loro contatti, con un progressivo aumento del numero medio di tamponi effettuati ogni giorno: da 400 a più di 4.000 medi attuali. Con più test aumenta la probabilità di intercettare casi positivi nella popolazione: in particolare sta aumentando la capacità di individuare i casi positivi con uno stato clinico più lieve, trattabili a domicilio. A supporto di questa ipotesi si rileva che a un aumento del numero di nuovi casi positivi individuati ogni giorno non corrisponde un aumento dei ricoveri ospedalieri, che invece si stanno fortemente riducendo nelle ultime tre settimane. Di conseguenza diminuisce progressivamente la percentuale di pazienti attualmente positivi (esclusi quindi guariti e deceduti) ricoverati in ospedale.

SCENARI EPIDEMIOLOGICI. L’R0 in questo periodo si  assesta a 0,8, un infetto contagia mediamente meno di un’altra persona. Con gli attuali numeri, fortunatamente molto bassi, questo indice tende a una maggiore variabilità, perché piccole variazioni giornaliere acquisiscono un peso relativo maggiore sul calcolo dell’indice. L’aumento dello screening tramite test sierologici può inoltre contribuire a un’emersione maggiore di casi, soprattutto asintomatici, in questa fase, come gli effetti dell’ordinanza n. 56 della Regione Toscana che estende l’effettuazione del tampone ai contatti che coabitano con un caso. Ad ogni modo la fine del lockdown per il momento non sembra aver portato a un aumento dei nuovi casi, ma serve prudenza e un continuo monitoraggio per non farsi trovare impreparati alla nascita di nuovi focolai. I dati giornalieri in alcuni casi oscillano molto, probabilmente a causa dei ritardi eintegrazioni nell’esecuzione delle analisi e nella comunicazione dei dati.  I nuovi casi quotidiani negli ultimi giorni sembrano essere stabilmente su valori inferiori ai 30 e la maggioranza dei nuovi casi si concentra territorialmente all’interno della provincia di Firenze, probabilmente anche per la sua maggiore densità abitativa. L’aumento del numero di tamponi ha in qualche modo ritardato o rallentato la decrescita rispetto all’iniziale andamento atteso, portando una maggior emersione dei casi con sintomatologia lieve. Sembra invece essersi esaurito l’effetto di eventuali cluster di casi, ad esempio nelle Residenze sanitarie assistite o tra gli operatori sanitari. Ci aspettiamo nei prossimi giorni che la curva di nuovi casi, spesso asintomatici, possa essere sorretta dalle persone intercettate attraverso la massiccia campagna di test sierologici che la Regione Toscana ha implementato su molti degli operatori del settore pubblico e del settore privato, come da un aumento dovuto alle prime riaperture del 4 di maggio.

RICOVERI. Incidenza, velocità di crescita della curva epidemica, percentuali di ricoverati e proporzione dei ricoveri in terapia intensiva variano notevolmente nelle tre aree vaste. Le ragioni di queste differenze sono probabilmente molteplici: struttura demografica della popolazione, densità abitativa, tempo d’insorgenza dei primi contagi, organizzazione della rete ospedaliera e territoriale, criteri per l’indagine epidemiologica. La situazione, aggiornata al 21maggio, mostra come in ciascuna azienda la disponibilità di posti letto di intensiva e di area medica è molto superiore ai posti letto occupati da degenti con Covid-19. Focalizzandoci sulla terapia intensiva, rispetto alla capienza massima i letti occupati rappresentano una percentuale molto bassa: da 0% a 62,6%. Al 21 maggio l’impegno su surge capacity (percentuale di letti intensivi occupati sulla somma dei letti intensivi disponibili e di quelli attivabili entro 48 ore) complessivo regionale è 21,3%


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